Serĉi
Kolektoj

Miaj kolektoj

Neniu kolekto! Provu kolekti kelkajn filmojn per ŝati ilin aŭ marki ilin por spekti poste

Viaj agordoj
  • Kuketoj
  • ✨ Rigardu Aperu.net por vidi liston de plej popularaj filmoj!

    ×

Tony Esposito lancia «Esperanto», inno per la Pace con Moni Ovadia e Baba Sissoko

Corriere della Sera publikigis antaŭ 4 monatoj en Esperanto Ĉu ne?

Neniu ĝenro specifite.

Proponu ĝenrojn

Ni ne povas montri ĉi tiun filmeton al vi, ĉar viaj agordoj pri kuketoj ne permesas tion al ni. Por rigardi kaj re-agordi viajn kuketojn, vizitu la paĝon Kuketoj.
Vi povas daŭre spekti la filmeton ĉe la originala platformo: Originala paĝo

Spekti filmon ĉe Tubaro ne ŝtelas la spekton de Jutubo. La spekto enkalkuliĝas en ambaŭ Tubaro kaj Jutubo. Mi komprenas.

Diskuti

Via ŝato/malŝato, ankaŭ viaj ĝenro-proponoj por ĉi tiu afiŝo estas konservita nur en Tubaro, ili ne estas sendataj ekster niaj serviloj. Simile, la statistikoj pri la afiŝo (spektoj, ŝatoj, komentoj ktp), ankaŭ aliaj atribuoj, ekzemple ĝenroj, venas de Tubaro mem. Ili neniel estas rilataj al tiuj ĉe la originala platformo. Mi komprenas.

Viaj signaloj pri problemoj rilate ĉi tiun afiŝon estos sendataj nur al la administrantoj de Tubaro. Ĉi tiu funkcio neniel estas rilata al ebla simila eco ĉe la originala platformo de la filmo. Por raporti problemon al la administrantoj de la originala platformo, uzu la raportofunkcion ĉe tiu platformo. Mi komprenas.

Priskribo

Presentato in anteprima a Imbavagliati – Festival Internazionale del Giornalismo Civile

Guarda il video su Corriere: https://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/tony-esposito-presenta-in-anteprima-il-brano-esperanto-con-moni-ovadia-e-baba-sissoko/79d65c36-6826-49f8-95f7-78492e7c9xlk

È stato presentato stamane a Napoli in anteprima nazionale, come il manifesto artistico e inno alla pace dell’undicesima edizione di Imbavagliati- Festival Internazionale del Giornalismo Civile, il brano «Esperanto (Help Me)» lanciato dal celebre percussionista napoletano Tony Esposito con l’importante contributo di Moni Ovadia, attivista e cantautore italiano di origine bulgara e Baba Sissoko, musicista maliano, coarrangiato con il produttore Sasà Flauto. Il contributo musicale ha aperto la prima giornata del Festival internazionale di Giornalismo Civile ideato e diretto da Désirée Klain in programma fino al 13 maggio, il cui tema centrale quest’anno è “Il silenzio delle innocenti: chi dimentica diventa il colpevole”, in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici con ODG, FNSI, SUGC e Articolo21.«Desidero ringraziare di cuore – ha detto Tony Esposito – alcune persone che hanno ispirato e arricchito questo lavoro, come la giornalista Antonella Napoli di Darfur Italia e direttrice di Focus on Africa, che con i suoi video personali girati in Sudan mi ha coinvolto e mi tiene costantemente aggiornato sulle tragedie di questa martoriata terra d’Africa; Moni Ovadia, artista eclettico che da sempre mette la sua arte a disposizione dell’amore e della verità, per i suoi preziosi contributi video sul Medio Oriente e ringrazio Baba Sissoko, un superbo artista che rappresenta magnificamente la grande arte della sua Africa, per aver regalato a questo lavoro un tono originale e prezioso. In un momento di grande inasprimento culturale – ha aggiunto Esposito – il ruolo di un artista è quello di stare sul palco per offrire una testimonianza di quello che accade nel mondo».PUBBLICITÀ«Esperanto» è proprio nella lingua creata nel 1887 dal medico polacco L. L. Zamenhof per facilitare la comunicazione tra popoli di nazionalità diverse, dunque vuole essere «un inno d’amore universale, nel quale calarsi, spogliandosi del proprio ego e abbracciando il prossimo sempre e comunque».La prima giornata del festival contro le censure si è aperta con la decima edizione del Premio Pimentel Fonseca, consegnato alle giornaliste Leila Sarwari (Afghanistan) e honoris causa a Barbara Schiavulli (Italia), entrambe impegnate nella difesa dei diritti delle donne e dell’informazione indipendente. Barbara Schiavulli è una delle più note giornaliste di guerra italiane. Negli ultimi 30 anni ha lavorato come inviata freelance per la maggior parte dei quotidiani e settimanali. Nel corso degli anni, si è recata in Pakistan, Kashmir, Afghanistan, Malesia, Haiti, Cile, Venezuela e Groenlandia. Era sulla prima Global Sumud Flotilla, ed è stata arrestata dalle autorità israeliane al largo di Cipro e tenuta in custodia 96 ore e poi liberata.«Ricevere il Premio Eleonora Pimentel Fonseca – ha detto la Schiavulli – è un onore grande perché dentro ci sono i volti e le voci di chi continua a raccontare mentre tutto intorno sembra crollare. Lo dedico ai giornalisti che ogni giorno resistono, spesso senza protezione, senza stipendio, senza tregua, ma con l’ostinazione feroce di chi sa che il silenzio uccide due volte.A chi racconta le guerre non dai palazzi, ma dalle macerie, dagli ospedali, dalle tende, dai funerali. A chi resta accanto a chi la guerra la subisce davvero, anche quando il mondo smette di guardare. E a chi continua a scrivere, filmare, testimoniare, pur sapendo che in certi luoghi la verità è diventata il bersaglio più pericoloso e noi con lei».Proprio per la sua testata, Radio Bullets, lavora la cronista afghana Leila Sarwari, l’altra premiata, il cui vero nome è tenuto nascosto per motivi di sicurezza. Leila ha studiato all’università di Kabul, ha fatto un master, e il suo sogno era diventare una diplomatica. La sua vita e i suoi sogni, come per tutte le donne afghane si sono infranti il 15 agosto del 2021 quando i talebani hanno preso il potere. A ritirare il suo premio una giornalista afghana rifugiata a Napoli, Ferzana Jafari, attivista e artista. Dopo la caduta dell’Afghanistan e l’ascesa del regime talebano, è prima fuggita dal suo paese, emigrando con tutta la famiglia in Iran, ed è poi approdata in Italia, a Napoli, con un visto umanitario. Ferzana ha ricordato che le donne in Afghanistan sono come fantasmi, non avendo diritti e possibilità di nessun tipo, per loro anche i corridoi umanitari sono sospesi, motivo per il quale Ferzana non ha potuto portare in Italia la sorella gravemente malata di leucemia perché riceva cure adeguate. Sentire la loro voce è un modo per non dimenticarle e un monito per quello che il potere fa quando le società civili non intervengono.Ad aprire l

Komentoj

Bonvolu atenti pri la jenaj punktoj:

  • Via komento publikiĝos tuje, senkontrole. Bonvolu ne enmeti personajn informojn.
  • Se vi intencas komuniki kun la aŭtoro, komentu ankaŭ ĉe la oficiala paĝo de la filmo.
  • Malrespektaj aŭ insultaj komentoj povas esti forigitaj aŭ redaktitaj de administrantoj.

Komentoj afiŝataj ĉi tie estas konservataj nur en Tubaro. Ili estas neniel sendataj al, aŭ ricevataj de la devena platformo de la filmo. Mi komprenas.

Aldonu vian komenton

Neniu kometo ĝis nun!

Aldonu vian komenton

diras:Nuligi

Kiun oni uzas sur la kapo?

Ĝenroj

Elektu sube ĝenrojn, kiuj priskribas pli bone la filmon.

Elektu maks. 5 ĝenrojn:

Lingvoj

Elektu sube la lingvon, en kiu estas la filmeto. Se estas pluraj lingvoj uzitaj en ĝi, elektu tiun, kiu plej gravas laŭ vi.

La ĉefa lingvo uzita en la filmo:

Bv. konfirmi

Ĉu vi certas pri tio?

Informaĵo

Ĉio estas en ordo!

Se vi estas administranto, ensalutu per viaj informaĵoj.

Propono

En kiu lingvo estas la filmo?

Alilingva filmo devas esti iel rilata al Esperanto.

Jes, kuketoj!

Tubaro uzas diversajn kuketojn por funkcii pli bone. Vi povas elekti sube, kiun el ili vi akceptas.

Legu pli

Ne eblas spekti filmojn sen akcepti ĉi tiun.

ekz. malhela etoso, listoaranĝoj, ktp.

Kio estas kolektoj?